Archive for giugno 2007

Messaggi imprevisti

29 giugno 2007

Chi ha mai pensato di comporre delle storie usando titoli di libri? O chi ha mai pensato che nella propria libreria si potessero nascondere dei messaggi segreti? Forse nessuno. Invece Nina Katchadourian, artista californiana molto legata alla Finlandia, sta sviluppando un progetto dal titolo Sorted Books (libri ordinati), che si sviluppa affiancando libri diversi, i cui titoli, letti di seguito, creano una frase, una breve storia, spesso con una leggera ironia di fondo. Trovo il progetto molto interessante, una semplice idea per vedere da un nuovo punto di vista oggetti che spesso consideriamo non comunicativi. Come succede per questa serie:


[Un giorno alla spiaggia/i bagnanti/lo squalo 1/lo squalo 2/lo squalo 3/violenza improvvisa/silenzio]

O questa:


[arte primitiva/è come immaginare/Picasso/allevato dai lupi]

E che dire di questa serie? Geniale!


[Procrastinazione/domani smetto/domani smetto]

Qui si trovano tutte le immagini del progetto. Ora devo chiudere perché devo riordinare tutti i miei libri cercando di scrivere delle storie con i titoli.

Flickr surfing / 3

28 giugno 2007

Per tutti quelli che come me trovano piacere nel guardare i caratteri stampati, mostrati, messi in bella mostra, venduti, c’è la possibilità di sfogliare su flickr qualche raccolta che presenta immagini di campionari di caratteri. Nei link qui sotto:
Ralf Hermann
Fountaineer
Nike
Flickr pool

Inoltre dopo una rapida ricerca su ebay ho trovato alcuni campionari in vendita: questo, del 1925, di una tipografia statunitense, sembra in ottime condizioni (peccato ci sia solo la foto della copertina); questo, del 1958, è della Linotype (ho scoperto ieri che il nome Linotype viene da un’esclamazione del direttore del New York Times, che vedendo al lavoro il prototipo della prima Linotype, disse al giovane Ottomar Merganthaler «you made a line o’ type); quest’altro ancora, del 1932, è di una società compositrice di Chicago, la Empire Type. Se ne trovano anche alcuni che presentano singoli caratteri, come questo, del sempreverde Univers.

Altra fonte di campionari contemporanei è da cercare nei siti delle varie “fonderie” digitali di caratteri: moltissime fonderie infatti usano inviare cataloghi o materiale stampato per pubblicizzare i nuovi font. Ieri ho ricevuto da Emigre il campionario del loro ultimo font, Malaga. Registrandosi su Fontshop si riceve il loro campionario: l’ultimo è arrivato qualche mese fa, un libretto di 150 pagine!

fonte

Farsi un libro

26 giugno 2007

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Un interessante tutorial (in inglese) per realizzare un libro o un portfolio rilegato e con copertina bodoniana. Pubblicato sulla rivista inglese Computer Arts, si scarica qui.

Flickr surfing / 2

25 giugno 2007

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Come ogni tanto mi succede mi sono imbattuto casualmente in alcune raccolte fotografiche su Flickr che hanno come tema comune la grafica, riproducendo pagine di libri o lavori stampati (si accede alle raccolte cliccando sulle immagini). Se da una parte non finisco mai di rimanere affascinato dalla bellezza semplice di alcuni lavori, dall’altra mi convinco sempre più che tutto è già stato fatto, stampato e sperimentato. E la cosa bella è che questa considerazione non mi impedisce di pensare al mio lavoro di grafico come ad una sfida ogni giorno nuova e affascinante (è lunedì mattina e ho dormito bene, fosse venerdì non so se scriverei la stessa cosa!).

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Brand identity? / 4

22 giugno 2007

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Avevo già parlato qui, in occasione del restyling del marchio Lancia, di marchi automobilistici e di come abbandonare forme e segni sedimentati nel tempo in favore di pulizia formale e contemporaneità stilistica potrebbe essere un’operazione controproducente. Oggi ho trovato una ampia dimostrazione che sostiene in un certo senso questa mia teoria. Su Cartype, approfonditissimo sito che parla di automobili ma anche della grafica nel settore automobilistico (vedere la sezione “type” del sito, in cui si trova la storia molto approfondita e ricca di immagini di tantissimi marchi del settore), è pubblicato un articolo che confronta i marchi di alcune case automobilistiche storiche con quelli di altrettanti neonati produttori di autovetture cinesi. In alcuni casi il paragone è imbarazzante!

fonte

John Maeda

8 giugno 2007

«The most difficult concept to master in design is not the actual execution of a design itself but the more practical aspect of finding a client willing to take a risk on your ideas and in the best of circumstances, leave you alone. Like the rest of my peers, I persevered designing name cards, stickers, and all things printable, and confirmed for myself the maxim that if you persistently do good work, more work will naturally come your way.» John Maeda, Maeda & Media, Thames & Hudson 2000

Continua la mia attenzione sulla professione di grafico con una citazione di John Maeda, che trovo riduttivo definire grafico, ma che mi ha confermato su due convinzioni che da un po’ mi trovo in testa: che la cosa più difficile nel mestiere di grafico è trovare il cliente che si fida, e che la buona qualità paga (nonostante altri dicano che a pagare sia la mediocrità – ma ne parlerò in futuro).

Traduco:

«Il concetto più difficile da realizzare nel mondo della grafica non è la creazione in sé ma l’aspetto molto più pratico di trovare un cliente capace di correre il rischio di avvalersi delle tue idee e, nelle migliori circostanze, lasciarti in pace. Come tutti i miei colleghi ho perseverato nel progettare biglietti da visita, adesivi e ogni cosa stampabile, trovandomi sempre più convinto della massima che dice che se lavori bene, allora sempre più lavoro ti verrà offerto senza sforzo.»

Il desktop non lo voglio più…

8 giugno 2007

Pensavo di aver scoperto un prototipo affascinante di desktop, quello del video sopra. Inutile ma divertente e immaginifico, come tutti i prototipi.

Poi ho trovato questo video e il mio desktop è diventato sempre più piccolo.

Tanto di cappello a Jeff Han e ai suoi soci del Department of Computer Science del
Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University. Nel suo sito ci sono un sacco di altri progetti davvero affascinanti, come quello con i LED che reagiscono al tatto o come lo specchio multimediale.

Vorrei poter sperimentare così nel campo della grafica, ma temo che non ci sia più niente di nuovo da inventare, se non nuovi modi per dire cose in modo nuovo.

“Tipi distinti”

5 giugno 2007

 

Ho ricevuto con sorpresa una newsletter da MyFonts.com in cui la comunicazione pubblicitaria è posta in secondo piano rispetto alla cultura tipografica. Non conoscevo il sorriso di Zuzana Licko, sapevo invece che Matthew Carter avesse dei lunghi capelli bianchi…

Idee semplici

4 giugno 2007

La foto qui sopra è tratta da una serie di scatti realizzati da uno dei tecnici che hanno realizzato il primo spot per Bravia, la nuova serie di televisori Sony. Lo spot, girato nel 2005 dal regista danese Nicolai Fuglsig (a questo indirizzo sono visibili altri spot da lui girati per AOL), era basato sull’idea folle di lanciare 250.000 “palline magiche” – quelle con cui tutti abbiamo giocato da bambini, distruggendo più di un soprammobile in casa – lungo le strade in pendenza di San Francisco. Un’idea semplicissima ma dall’effetto stupefacente, che ha prodotto delle immagini insolite e affascinanti. Ogni volta che riguardo lo spot mi viene un gran desiderio di essere stato là per vedere la cavalcata delle palline e poterne rubare qualcuna alla fine della sua corsa.

Fortunatamente Sony ha deciso di proseguire nella campagna per la promozione della linea Bravia con un altro spot, capace di affascinare e stupire, in cui il colore è protagonista attivo. Il regista questa volta è Jonathan Glazer, affermato e premiato regista, che ha filmato l’esplosione dei colori pensata da Juan Cabral dell’agenzia londinese Fallon, che ha progettato entrambi gli spot, sia le palle che la vernice.

Come spiega Sony nel sito dedicato ai due spot (qui – e si possono scaricare i due spot ad altissima qualità), «in un mondo ormai abituato alla grafica computerizzata questi spot appaiono ancora più straordinari». Ed è il motivo per cui io ne rimango affascinato e continuo a pensare che avrei voluto assistere di persona alle riprese. «L’obiettivo iniziale era quello di realizzare “una semplice celebrazione visiva del colore”». Direi che il brief è stato addirittura superato, il tutto con delle idee semplicissime. Non per niente l’agenzia Fallon dichiara nel proprio sito che «l’adv dovrebbe essere parte di un’idea piuttosto che un’idea essere una parte dell’adv». Bravi, continuate a pensare così e assumetemi.