Archive for ottobre 2007

The best things in life are free…

30 ottobre 2007

Come cantavano i Sonics, the best things in life are free. Per questo faccio tutti i miei complimenti a Jos Buivenga, un disegnatore di caratteri che lo fa per diletto e mette a disposizione gratuita tutte le sue creazioni. Finora ha disegnato sei famiglie di font molto belle, che non hanno davvero niente a che fare con i caratteri che si possono scaricare gratuitamente dal web: famiglie complete, disegni distintivi, legature, numeri minuscoli e allineati rendono infatti questi font assolutamente perfetti e utilizzabili.
Sono giunto al suo sito cercando di capire quali font fossero stati usati per il numero 10 di Sonic Scope Quarterly, un magazine in pdf che stavo sfogliando con interesse.

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Make it really big

29 ottobre 2007

Il libro che raccoglie 79 saggi scritti da Bierut

«I heard this back in design school, and I still forget it every now and then: if you’re going to make something big, make it really big. If you’re going to make it simple, make it really simple. Or really small, or really fancy. If you’re going after a project, if you’re trying to win a competition, if you’re serious about getting the job done, don’t bother unless you’re willing to fully commit.»
«È una cosa che ho imparato durante gli studi e che tuttora dimentico di tanto in tanto: se vuoi fare qualcosa di grosso, fallo veramente grosso. Se vuoi farlo semplice, fallo davvero semplice. O davvero piccolo, o davvero decorato. Se stai lavorando a un progetto, sei vuoi vincere un concorso, se vuoi completare davvero un lavoro, non interessartene a meno che tu voglia veramente farlo fino in fondo.»
Michael Bierut

fonte

Ci vorrebbe un po’ di Apple in tutte le cose

27 ottobre 2007

Apple è l’unica “marca” che mi ha conquistato, non c’è altro brand ad avere la mia piena stima.
Ieri ho installato Leopard, il nuovo sistema operativo, di cui sono sempre più entusiasta perché, a prescindere da tutte le nuove scintillanti caratteristiche, la Apple ha dimostrato nuovamente di avere tra le priorità l’attenzione all’utente, che nel caso del sistema operativo significa usabilità e efficienza impareggiabili. E lo posso dire con ragion veduta, sia perché fino a vent’anni ho usato il sistema operativo Windows, e quindi conosco la concorrenza, sia perché ho un fratello ingegnere elettronico (e ho sempre odiato il fatto che solo lui riuscisse a capire come far funzionare in modo efficiente Windows – nonostante a volte ci volessero giorni per configurare alcune periferiche…), sia perché ho studiato industrial design, seguendo corsi di usabilità.
È chiaro che moltissime delle nuove caratteristiche principali sono il tentativo di risolvere e migliorare le funzioni più banali e quotidiane di ogni utente, una su tutte la “raccolta” automatica degli allegati alle mail in una cartella predefinita (così non bisogna più cercare sul desktop tra mille altri file, anche dopo giorni…), per non parlare del backup automatico, per non parlare del campo di ricerca inserito nel menù “aiuto” di ogni programma (non mi ricordo come si aggiunge il campo “ccn” a una mail… scrivo ccn in quel piccolo spazio di ricerca et voilà, mi viene detto come si fa).
Non mi dilungo, ma rimando al sito Apple per tutte le caratteristiche maggiori, e a questo articolo del New York Times di David Pogue (segnalato da SwissMiss) per alcune perle minori apparentemente non menzionate da Apple ma che ho trovato utilissime (la griglia della scrivania regolabile, quanti anni sono passati!).

Leopard!

26 ottobre 2007

Leopard

«Il sistema operativo più avanzato al mondo» è installato sul mio MacBook.
Io direi che è anche il sistema operativo più chic, basta vedere come visualizza il contenuto delle cartelle direttamente dal dock. Ed è solo la prima cosa che ho cliccato…

immagine-3.jpg immagine-4.jpg

Io!

24 ottobre 2007

Alfabeti in rete

22 ottobre 2007

sd-flickr.jpg

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Ho trovato due nuovi “generatori” di lettere la cui peculiarità è di usare immagini provenienti da Flickr e da Google maps. Quello con edifici fotografati via satellite è semplicemente bizzarro. Quello che usa immagini Flickr (nell’immagine in alto, codificato da Erik Kostner), invece, è molto interessante dal punto di vista tipografico, in quanto permette di visualizzare in un attimo infinite varianti formali delle medesime lettere, come nell’esempio qui sotto. Chi individua le due lettere doppie?

spellwithflickras.jpg

Da questo punto di vista mi sembra che il progetto di Kostner sia un efficace esempio di information design, trattandosi di un progetto che riesce a dare accesso e ordine a informazioni altrimenti caotiche e non aggregate.
Di un altro generatore di lettere ho scritto qui un po’ di tempo fa.

fonte

Un giorno avrò anche io una idea come questa / 2

18 ottobre 2007

The italic poster 01

The italic poster 02

Senza parole, basta lo stupore.

Messaggi segreti

16 ottobre 2007

Questa foto scattata alla mostra The science of spying in corso allo Science Museum di Londra: mi ha ricordato il progetto Sorted Books di cui ho parlato qui.

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Brand madness

12 ottobre 2007

«Fino a 700 nuovi marchi appaiono sul mercato ogni giorno.»Parola di Regis McKenn, l’ho lettto su 7th Floor, “free business magazine for free spirits”, rivista scoperta con piacere ieri (qui si scarica la versione pdf).

«E chi li disegna?»
Parola mia.

Copia e incolla (di male in peggio)

10 ottobre 2007

opera originale, idea vecchia

Un paio di settimane fa un mio collega mi allunga il numero di settembre di Velvet, la rivista di moda di Repubblica, dicendomi che avevano pubblicato un lavoro di cui avevo scritto su questo blog. Incuriosito sfoglio le pagine, scoprendo con disappunto che l’idea di cui si parlava era identica al progetto “Sorted books” di Nina Katchadourian di cui avevo da poco scritto qui.
Le immagini parlano chiaro, basta confrontare il sito dell’artista statunitense e il sito creato dai creativi italiani, per capire che i progetti sono identici.
L’articolo di Velvet parla di una idea venuta al «geniale graphic designer e fotografo, Silvano Belloni», se non fosse che l’artista statunitense Nina Katchadourian porta avanti il suo progetto dal 1993.
Anche il sito che promuove l’idea di Belloni, Poesia dorsale, parla di paternità dell’idea, da cui è stata realizzata una mostra esposta anche alla manifestazione Parole nel tempo, che si tiene da sedici anni al castello di Belgioioso a Pavia, e che è una vetrina per tutti i piccoli editori.
Prima l’ultima nata Velvet, poi mamma Repubblica con la palese copiatura del nome dell’inserto del Guardian inglese – G2 – che diventa R2: se il mondo è sempre più piccolo essere originali potrebbe essere un modo per distinguersi.

Ho scritto a info@poesiadorsale.it chiedendo spiegazioni. Attendo risposta.
«Salve,
sono rimasto sbalordito quando ho visto su “Velvet” di settembre un articolo sul vostro lavoro, dato che avevo appena scritto della stessa cosa sul mio blog (il 29 giugno scorso, per la precisione:
https://giacomocesana.wordpress.com/2007/06/29/messaggi-imprevisti/),
raccontando però del lavoro dell’artista statunitense Nina Katchadourian, che potete vedere a questo link:
http://www.ninakatchadourian.com/languagetranslation/sortedbooks.php
e che, come dice lei stessa, procede dal 1993.
L’identicità dei lavori è inequivocabile.
Sarei curioso di sapere se nel vostro caso si tratta di una idea originale nel concepimento ma non più originale nell’atto oppure di un banale plagio.
Fiducioso di una risposta vi saluto!
Giacomo»

Ecco la risposta, ricevuta in data 17/10/2007:
«gentile Giacomo,
grazie per la mail! ma soprattutto grazie per averci fatto conoscere Nina Katchadourian. Siamo ammirati dai suoi lavori e credo ci metteremo in contatto con lei in quanto al banale plagio…. non lo è . A Napoli c ‘è una montagna chiamata “Il monte di Dio” ma i napoletani non possono esser citati di plagio solo perchè troppo distanti da Gerusalemme…
Prendiamo il positivo della tua comunicazione , ovvero essere venuti a conoscenza delle opere di Nina, perchè la poesia dorsale nasce da sentimenti positivi e del resto a chi non piace giocare?
ciao!»