Archive for the ‘beautiful things’ Category

Realtà, realtà, realtà

13 febbraio 2009
Annunci

Un prete con le palle

26 febbraio 2008

So che ho scritto un titolo becero per questo articolo, ma non faccio il copy e va bene così. Avrei potuto intitolarlo “la bellezza della matematica che nessuno mi ha mai insegnato” oppure “ora et decora”. Forse la devo smettere e scrivere qualcosa di intelligente.

Magnus Wenninger

Padre Magnus Wenninger è un monaco benedettino, matematico, che costruisce poliedri tridimensionali utilizzando la carta.

ironici!

Sicuramente, da buon cattolico e da buon matematico, cioè da chi conosce ciò che sta dietro l’apparenza delle cose, si sa prendere con ironia.

Come progetti le sue sorprendenti sculture non sono riuscito a capirlo, certo c’entra la matematica. Di sicuro sono bellissime da vedere e mi è venuta voglia di fare qualcosa di simile. Come quando, anni fa, ispirato da Buckminster Fuller, per un open day del mio liceo progettai una cupola di 5 metri di diametro costruita con cannucce per bibite e giunti di filo di ferro. Fu un mezzo fallimento. Ma non faccio il matematico e va bene così.

Quando non esisteva la fotografia

29 gennaio 2008


Coxton Tower, Morayshire
, inserito originariamente da arjayempee.

E non esisteva nemmeno Flickr…
In questo momento vorrei essere, a scelta: l’incisore di questa immagine, l’abitante della torre, uno degli uccelli in volo lassù.

Magliette / 7

23 dicembre 2007

RelaxSign © 2006 Yee-Haw Industries

RelaxSign © 2006 Yee-Haw Industries 

LightBlueGrass ©2006 Yee-Haw Industries

LightBlueGrass © 2006 Yee-Haw Industries 

Leggevo il blog di Tina Roth Eisenberg alla ricerca del link che da lì rimanda a questo blog quando ho letto di una sua visita a Yee-Haw Industries, un piccolo negozio-tipografia a Knoxville nel Tennessee, terra di country e cowboys (o almeno così mi piace immaginarlo, e di sicuro il nome Yee-Haw è onomatopeico del grido che ogni cowboy lancia al proprio cavallo per partire… sì, sono cresciuto leggendo Tex!).
Qualsiasi foglio, maglietta o superficie stampabile impressa con dei caratteri di legno è capace di risvegliare in me un fascino sincero e inspiegabile: sarà l’imprecisione intrinseca di questo metodo di stampa, sarà la forma di molti alfabeti di legno, sarà il fascino dei timbri, chissà? In fin dei conti comprerei moltissime cose che Yee-Haw Industries vende online, prima fra tutte la maglietta azzurra qui sopra. Ma anche un cartello con scritto “relax” potrebbe sempre tornare utile!

Un giorno avrò anche io una idea come questa / 2

18 ottobre 2007

The italic poster 01

The italic poster 02

Senza parole, basta lo stupore.

(4+1) poster + (1) t-shirt

12 settembre 2007

dinojr_lg.jpg dirtycountry_lg.gif
marah_lg.gif lunasaur_lg.gif

Ho comprato queste quattro stampe da Aestethic Apparatus. Faranno bella mostra su una parete della mia nuova casa. Quello con il dinosauro sulla luna è stampato con un inchiostro fosforescente: già mi vedo nelle notti di inverno ad illuminarlo con un faretto e spegnere la luce…
Già che c’ero ho comprato una maglietta, visto che il disegno mi è piaciuto tantissimo (e mi piace davvero tanto da avermi fatto comprare una maglietta rossa, colore che disgusto).
E già che c’erano mi hanno regalato un quinto poster.

ddshirt_lg.jpg

Messaggi imprevisti

29 giugno 2007

Chi ha mai pensato di comporre delle storie usando titoli di libri? O chi ha mai pensato che nella propria libreria si potessero nascondere dei messaggi segreti? Forse nessuno. Invece Nina Katchadourian, artista californiana molto legata alla Finlandia, sta sviluppando un progetto dal titolo Sorted Books (libri ordinati), che si sviluppa affiancando libri diversi, i cui titoli, letti di seguito, creano una frase, una breve storia, spesso con una leggera ironia di fondo. Trovo il progetto molto interessante, una semplice idea per vedere da un nuovo punto di vista oggetti che spesso consideriamo non comunicativi. Come succede per questa serie:


[Un giorno alla spiaggia/i bagnanti/lo squalo 1/lo squalo 2/lo squalo 3/violenza improvvisa/silenzio]

O questa:


[arte primitiva/è come immaginare/Picasso/allevato dai lupi]

E che dire di questa serie? Geniale!


[Procrastinazione/domani smetto/domani smetto]

Qui si trovano tutte le immagini del progetto. Ora devo chiudere perché devo riordinare tutti i miei libri cercando di scrivere delle storie con i titoli.

Il desktop non lo voglio più…

8 giugno 2007

Pensavo di aver scoperto un prototipo affascinante di desktop, quello del video sopra. Inutile ma divertente e immaginifico, come tutti i prototipi.

Poi ho trovato questo video e il mio desktop è diventato sempre più piccolo.

Tanto di cappello a Jeff Han e ai suoi soci del Department of Computer Science del
Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University. Nel suo sito ci sono un sacco di altri progetti davvero affascinanti, come quello con i LED che reagiscono al tatto o come lo specchio multimediale.

Vorrei poter sperimentare così nel campo della grafica, ma temo che non ci sia più niente di nuovo da inventare, se non nuovi modi per dire cose in modo nuovo.

Idee semplici

4 giugno 2007

La foto qui sopra è tratta da una serie di scatti realizzati da uno dei tecnici che hanno realizzato il primo spot per Bravia, la nuova serie di televisori Sony. Lo spot, girato nel 2005 dal regista danese Nicolai Fuglsig (a questo indirizzo sono visibili altri spot da lui girati per AOL), era basato sull’idea folle di lanciare 250.000 “palline magiche” – quelle con cui tutti abbiamo giocato da bambini, distruggendo più di un soprammobile in casa – lungo le strade in pendenza di San Francisco. Un’idea semplicissima ma dall’effetto stupefacente, che ha prodotto delle immagini insolite e affascinanti. Ogni volta che riguardo lo spot mi viene un gran desiderio di essere stato là per vedere la cavalcata delle palline e poterne rubare qualcuna alla fine della sua corsa.

Fortunatamente Sony ha deciso di proseguire nella campagna per la promozione della linea Bravia con un altro spot, capace di affascinare e stupire, in cui il colore è protagonista attivo. Il regista questa volta è Jonathan Glazer, affermato e premiato regista, che ha filmato l’esplosione dei colori pensata da Juan Cabral dell’agenzia londinese Fallon, che ha progettato entrambi gli spot, sia le palle che la vernice.

Come spiega Sony nel sito dedicato ai due spot (qui – e si possono scaricare i due spot ad altissima qualità), «in un mondo ormai abituato alla grafica computerizzata questi spot appaiono ancora più straordinari». Ed è il motivo per cui io ne rimango affascinato e continuo a pensare che avrei voluto assistere di persona alle riprese. «L’obiettivo iniziale era quello di realizzare “una semplice celebrazione visiva del colore”». Direi che il brief è stato addirittura superato, il tutto con delle idee semplicissime. Non per niente l’agenzia Fallon dichiara nel proprio sito che «l’adv dovrebbe essere parte di un’idea piuttosto che un’idea essere una parte dell’adv». Bravi, continuate a pensare così e assumetemi.

Il piano sequenza

11 maggio 2007

Ho trovato questa pagina molto interessante che raccoglie una serie di spezzoni cinematografici realizzati con la tecnica del piano sequenza. È stata l’occasione per la scoperta (o riscoperta) di numerosi film in cui il regista ha deciso di fare uso di una tecnica difficile, che sicuramente (per il poco che posso intuire), richiede grandi sforzi di progettazione e realizzazione. Uno che mi aveva colpito, e che tuttora mi lambicca il cervello nel tentativo di capire come è stato realizzato, è quello di Kill Bill Vol. 1: avranno usato dei binari, che poi hanno tolto, dei bracci, oppure hanno solo montato insieme più riprese? A me non è dato sapere…