Archive for the ‘graphic design’ Category

Semplicità, dinamismo e commozione

5 dicembre 2008

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1956, Paul Rand modifica il logo di IBM e disegna la versione qui sopra.

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1972: Paul Rand aggiorna il logo di IBM, sovrapponendo delle linee orizzontali per suggerire «velocità e dinamismo».

Credo che “dinamismo” sia il termine più abusato nel mondo del marketing e del design, e leggere come nel 1972 venisse interpretato il concetto di dinamismo è quasi commovente.

Sì, sto scrivendo articoli sentimentali. Uccidetemi quando non mi stupirò e non mi commuoverò più.

Le immagini sono © IBM.

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L’anonima mannaia

18 settembre 2008

Era da un po’ che ci pensavo, poi ho visto la nuova Lancia Delta e non ho potuto trattenermi: qualcuno di Fiat Group ha una passione per le lettere mozzate. Sì, mozzate, fatte a pezzi, roba del genere. Sto parlando dei recenti logotipi delle auto di Fiat, Alfa e Lancia e della quantomeno strana caratteristica che li accomuna: lettere senza qualche asta di qua, legature improbabili di là. Delta, Bravo, MiTo, Scudo, Punto, Panda 100 HP sono state colpite dall’anonima mannaia.

Tutto è cominciato con la Grande Punto e il suo logotipo bizzarro. Quello in cui la P, privata di metà dell’asta superiore e con l’aggiunta di un cerchio dovrebbe ricordare la sagoma di una persona al volante. Un’idea più ridondante e banale sarebbe stata quella di fare il logotipo a forma di automobile. Ma per fortuna alla Carré Noir non ce l’hanno fatta. Tuttavia la Grande Punto è una macchina ben fatta, e un disastro grafico non ne ha impedito il successo commerciale.

Il logo della Grande Punto ha aperto la stagione del logotipo ad hoc per ogni nuova macchina del Gruppo Fiat. Fino ad allora, infatti, Fiat, Lancia e Alfa avevano un carattere istituzionale con cui venivano composti tutti i nomi delle auto. Per una imprecisata strategia di marca, che ha privilegiato l’identità di prodotto all’identità della marca oggi ogni nuova automobile del gruppo ha un logotipo disegnato apposta. Ci sarà un motivo se BMW e Mercedes, che potremmo prendere come i leader di mercato – perlomeno di immagine, seguono la strategia abbandonata da Fiat. Fiat si sta comportando un po’ come l’Italia nella promozione turistica: ogni regione si promuove in modo autonomo, diluendo di fronte al mondo il brand Italy. Un disastro.

Poi è venuto il nuovo Fiat Scudo, dove l’eliminazione arbitraria della parte verticale della “D”, che in un carattere già molto semplificato e geometrico ha generato un risultato dalla bassissima leggibilità. Che poi per abitudine si riesca a ricostruire mentalmente la forma delle lettere e quindi a leggere la parola “scudo” è un altro discorso.

Dopodiché è arrivata la Bravo, macchina che ha dato il via al rilancio estetico di Fiat. In questo caso la scritta “Bravo” è stata composta con una legatura inedita tra la “a” e la “v” – soluzione grafica senza motivi logici, né storici e neppure grafici. Anche qui la leggibilità non ne ha giovato, e dal punto di vista grafico il logotipo non mi sembra più memorabile rispetto a come sarebbe stato senza legatura.

È poi stato il momento della Panda 100 HP (forse è venuta prima della Bravo, ma io l’ho vista dopo). Anche qui è scomparsa una delle due aste della “H”, che si è fusa con la “P”. Un esercizio di scarso interesse.

Ora tocca ad Alfa, che con il logotipo MiTo ha raggiunto il livello di massima magnitudo, sfalciando dappertutto, senza esclusione di colpi. Il logotipo è stato scelto a seguito di una votazione popolare sul blog della MiTo: vero o meno il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Per ultima la nuova Delta, macchina che mi piace tantissimo ma che non è rimasta esente dai colpi di forbice: la “D”, la cui forma riprende lo scudo del marchio Lancia, ha perso la stanga verticale.

Tutte le immagini sono © Fiat Group

La prima lettura dell’anno

26 agosto 2008

Eye ha inaugurato da poco il proprio blog. Ho letto con grande interesse l’articolo di Nick BellStop worrying about the craft and seek the purpose of design“. Soprattutto la parte finale: «we don’t know what graphic design is for any more. We seem to have lost sight of its purpose. Is it because there are now so many different ways to practise it? Craft – particularly the typographic variety – weighs heavily in graphic design. Craft resonates with designers more than ideas, much as we hate to admit it. […] great ideas being passed over because ‘I didn’t rate the type’.

L’immagine è di Make Make Make.

Un giorno avrò anche io una idea come questa / 2

18 ottobre 2007

The italic poster 01

The italic poster 02

Senza parole, basta lo stupore.

(4+1) poster + (1) t-shirt

12 settembre 2007

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marah_lg.gif lunasaur_lg.gif

Ho comprato queste quattro stampe da Aestethic Apparatus. Faranno bella mostra su una parete della mia nuova casa. Quello con il dinosauro sulla luna è stampato con un inchiostro fosforescente: già mi vedo nelle notti di inverno ad illuminarlo con un faretto e spegnere la luce…
Già che c’ero ho comprato una maglietta, visto che il disegno mi è piaciuto tantissimo (e mi piace davvero tanto da avermi fatto comprare una maglietta rossa, colore che disgusto).
E già che c’erano mi hanno regalato un quinto poster.

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Tipografia al forno. Ho fame.

8 agosto 2007

 Jenny Bowers, illustratrice.

Un giorno avrò anche io una idea come questa / 1

1 agosto 2007

Sono rimasto affascinato – sarebbe più giusto dire “invidioso” – alla vista del progetto “Type the sky”, realizzato da Lisa Rienermann durante gli studi universitari, e che non necessita descrizioni (per qualche immagine in più scaricate il suo portfolio o guardate qui). Una di quelle idee così semplici e geniali che permettono di vedere le cose “banali” con stupore. Sento di avere degli occhi nuovi.

fonte

Flickr surfing / 2

25 giugno 2007

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Come ogni tanto mi succede mi sono imbattuto casualmente in alcune raccolte fotografiche su Flickr che hanno come tema comune la grafica, riproducendo pagine di libri o lavori stampati (si accede alle raccolte cliccando sulle immagini). Se da una parte non finisco mai di rimanere affascinato dalla bellezza semplice di alcuni lavori, dall’altra mi convinco sempre più che tutto è già stato fatto, stampato e sperimentato. E la cosa bella è che questa considerazione non mi impedisce di pensare al mio lavoro di grafico come ad una sfida ogni giorno nuova e affascinante (è lunedì mattina e ho dormito bene, fosse venerdì non so se scriverei la stessa cosa!).

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Il desktop non lo voglio più…

8 giugno 2007

Pensavo di aver scoperto un prototipo affascinante di desktop, quello del video sopra. Inutile ma divertente e immaginifico, come tutti i prototipi.

Poi ho trovato questo video e il mio desktop è diventato sempre più piccolo.

Tanto di cappello a Jeff Han e ai suoi soci del Department of Computer Science del
Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University. Nel suo sito ci sono un sacco di altri progetti davvero affascinanti, come quello con i LED che reagiscono al tatto o come lo specchio multimediale.

Vorrei poter sperimentare così nel campo della grafica, ma temo che non ci sia più niente di nuovo da inventare, se non nuovi modi per dire cose in modo nuovo.

Idee semplici

4 giugno 2007

La foto qui sopra è tratta da una serie di scatti realizzati da uno dei tecnici che hanno realizzato il primo spot per Bravia, la nuova serie di televisori Sony. Lo spot, girato nel 2005 dal regista danese Nicolai Fuglsig (a questo indirizzo sono visibili altri spot da lui girati per AOL), era basato sull’idea folle di lanciare 250.000 “palline magiche” – quelle con cui tutti abbiamo giocato da bambini, distruggendo più di un soprammobile in casa – lungo le strade in pendenza di San Francisco. Un’idea semplicissima ma dall’effetto stupefacente, che ha prodotto delle immagini insolite e affascinanti. Ogni volta che riguardo lo spot mi viene un gran desiderio di essere stato là per vedere la cavalcata delle palline e poterne rubare qualcuna alla fine della sua corsa.

Fortunatamente Sony ha deciso di proseguire nella campagna per la promozione della linea Bravia con un altro spot, capace di affascinare e stupire, in cui il colore è protagonista attivo. Il regista questa volta è Jonathan Glazer, affermato e premiato regista, che ha filmato l’esplosione dei colori pensata da Juan Cabral dell’agenzia londinese Fallon, che ha progettato entrambi gli spot, sia le palle che la vernice.

Come spiega Sony nel sito dedicato ai due spot (qui – e si possono scaricare i due spot ad altissima qualità), «in un mondo ormai abituato alla grafica computerizzata questi spot appaiono ancora più straordinari». Ed è il motivo per cui io ne rimango affascinato e continuo a pensare che avrei voluto assistere di persona alle riprese. «L’obiettivo iniziale era quello di realizzare “una semplice celebrazione visiva del colore”». Direi che il brief è stato addirittura superato, il tutto con delle idee semplicissime. Non per niente l’agenzia Fallon dichiara nel proprio sito che «l’adv dovrebbe essere parte di un’idea piuttosto che un’idea essere una parte dell’adv». Bravi, continuate a pensare così e assumetemi.