Archive for the ‘movie’ Category

The power of dreams

3 marzo 2008

honda_400-1.gif

«The power of dreams» è il payoff di Honda, la nota casa automobilistica giapponese. Se produrre automobili non di lusso potrebbe a prima vista avere poco a che fare con i sogni – e chi si emoziona di fronte a una Honda Civic o una Honda Jazz? – alcuni spot che Honda ha prodotto negli anni esplorano, sviluppano e sottolineano la dimensione fantastica che la parola “sogni” porta con sé.

Un altro bellissimo video si può vedere direttamente sul sito di Honda (qui, i tempi di caricamento sono un po’ lunghi).
Leggere il payoff alla luce di questa spiegazione e degli spot ha tutto un altro significato… ma sarà vero o è solo l’ennesima multinazionale che nasconde l’etica dietro all’immagine?

Apro una parentesi. Quando qualche anno fa è stato diffuso il secondo video qui sopra – quello della reazione a catena creata con i pezzi della Honda Accord – gli autori erano stati accusati di plagio, in quanto l’idea e la realizzazione sono le medesime di un video del 1987 degli artisti svizzeri Fischli e Weiss, intitolato Der Lauf Der Dinge (così vanno le cose, traduzione mia), che in 30 minuti e parecchio spazio mostrava una lunga reazione a catena che coinvolgeva oggetti senza valore messi in rapporto tra loro tramite gli elementi, la forza di gravità, un po’ di chimica e fisica e tanti tentativi. Uno spezzone si può vedere qui, il video completo si può comprare qui, una mostra su Fischli e Weiss dal titolo Altri fiori e altre domande è allestita al momento a Milano a Palazzo Litta dalla fondazione Trussardi (chiude il 16 marzo).
Chiudo la parentesi.

Annunci

Paesaggi artificiali

31 luglio 2007

burtynsky01.jpg

Sono rimasto affascinato dalle foto di Edward Burtynsky. Soggetti inaspettati e una così rigogliosa quantità di dettagli che il mio interesse per la fotografia descrittiva ha trovato soddisfazione: potrei osservare le sue foto per ore, e so che i miei occhi non avrebbero un momento di sosta. In particolare la ricerca fotografica di Burtynsky si centra sul rapporto tra l’uomo e la natura, con l’attenzione a tutti quei luoghi in cui questo rapporto ha creato dei paesaggi artificiali. Alcune foto di ferrovie, miniere, cave, discariche, cantieri, siti di estrazione e lavorazione del petrolio sono visibili in questa pagina. La sua ricerca fotografica richiama senza dubbio quella di Andreas Gursky, nome ben noto nel panorama fotografico contemporaneo, per quanto riguarda la ricchezza di dettagli e una certa consonanza di soggetti (alcune foto di Gursky si trovano con una ricerca in rete). Le ricchezza di dettaglio delle foto di Burtynsky mi ricorda anche le foto di Candida Höfer, soprattutto il suo lavoro sulle biblioteche (Google, come sempre, ci presenta alcune sue foto).


Andreas Gursky, Untitled XV


Candida Höfer, Britidh Museum Library, London

Paesaggi artificiali (Manufactured Landscapes) è il titolo di un film diretto da Jennifer Baichwal, prodotto da Sony Classics Pictures, in cui Burtynsky viene ripreso al lavoro. Non vedo l’ora di poterlo vedere (non sono riuscito a capire se ne esiste una versione italiana o se lo devo prendere su Amazon). Nel sito di un distributore canadese maggiori informazioni, foto ad alta risoluzione – un piacere per gli occhi. Qui il trailer.

burtynsky02.jpg
Jennifer Baichwal e Edward Burtynsky sul set di Manufactured Landscapes (foto di Sanjay Mehta)

Idee semplici

4 giugno 2007

La foto qui sopra è tratta da una serie di scatti realizzati da uno dei tecnici che hanno realizzato il primo spot per Bravia, la nuova serie di televisori Sony. Lo spot, girato nel 2005 dal regista danese Nicolai Fuglsig (a questo indirizzo sono visibili altri spot da lui girati per AOL), era basato sull’idea folle di lanciare 250.000 “palline magiche” – quelle con cui tutti abbiamo giocato da bambini, distruggendo più di un soprammobile in casa – lungo le strade in pendenza di San Francisco. Un’idea semplicissima ma dall’effetto stupefacente, che ha prodotto delle immagini insolite e affascinanti. Ogni volta che riguardo lo spot mi viene un gran desiderio di essere stato là per vedere la cavalcata delle palline e poterne rubare qualcuna alla fine della sua corsa.

Fortunatamente Sony ha deciso di proseguire nella campagna per la promozione della linea Bravia con un altro spot, capace di affascinare e stupire, in cui il colore è protagonista attivo. Il regista questa volta è Jonathan Glazer, affermato e premiato regista, che ha filmato l’esplosione dei colori pensata da Juan Cabral dell’agenzia londinese Fallon, che ha progettato entrambi gli spot, sia le palle che la vernice.

Come spiega Sony nel sito dedicato ai due spot (qui – e si possono scaricare i due spot ad altissima qualità), «in un mondo ormai abituato alla grafica computerizzata questi spot appaiono ancora più straordinari». Ed è il motivo per cui io ne rimango affascinato e continuo a pensare che avrei voluto assistere di persona alle riprese. «L’obiettivo iniziale era quello di realizzare “una semplice celebrazione visiva del colore”». Direi che il brief è stato addirittura superato, il tutto con delle idee semplicissime. Non per niente l’agenzia Fallon dichiara nel proprio sito che «l’adv dovrebbe essere parte di un’idea piuttosto che un’idea essere una parte dell’adv». Bravi, continuate a pensare così e assumetemi.

Il piano sequenza

11 maggio 2007

Ho trovato questa pagina molto interessante che raccoglie una serie di spezzoni cinematografici realizzati con la tecnica del piano sequenza. È stata l’occasione per la scoperta (o riscoperta) di numerosi film in cui il regista ha deciso di fare uso di una tecnica difficile, che sicuramente (per il poco che posso intuire), richiede grandi sforzi di progettazione e realizzazione. Uno che mi aveva colpito, e che tuttora mi lambicca il cervello nel tentativo di capire come è stato realizzato, è quello di Kill Bill Vol. 1: avranno usato dei binari, che poi hanno tolto, dei bracci, oppure hanno solo montato insieme più riprese? A me non è dato sapere…