Archive for the ‘typography’ Category

L’anonima mannaia

18 settembre 2008

Era da un po’ che ci pensavo, poi ho visto la nuova Lancia Delta e non ho potuto trattenermi: qualcuno di Fiat Group ha una passione per le lettere mozzate. Sì, mozzate, fatte a pezzi, roba del genere. Sto parlando dei recenti logotipi delle auto di Fiat, Alfa e Lancia e della quantomeno strana caratteristica che li accomuna: lettere senza qualche asta di qua, legature improbabili di là. Delta, Bravo, MiTo, Scudo, Punto, Panda 100 HP sono state colpite dall’anonima mannaia.

Tutto è cominciato con la Grande Punto e il suo logotipo bizzarro. Quello in cui la P, privata di metà dell’asta superiore e con l’aggiunta di un cerchio dovrebbe ricordare la sagoma di una persona al volante. Un’idea più ridondante e banale sarebbe stata quella di fare il logotipo a forma di automobile. Ma per fortuna alla Carré Noir non ce l’hanno fatta. Tuttavia la Grande Punto è una macchina ben fatta, e un disastro grafico non ne ha impedito il successo commerciale.

Il logo della Grande Punto ha aperto la stagione del logotipo ad hoc per ogni nuova macchina del Gruppo Fiat. Fino ad allora, infatti, Fiat, Lancia e Alfa avevano un carattere istituzionale con cui venivano composti tutti i nomi delle auto. Per una imprecisata strategia di marca, che ha privilegiato l’identità di prodotto all’identità della marca oggi ogni nuova automobile del gruppo ha un logotipo disegnato apposta. Ci sarà un motivo se BMW e Mercedes, che potremmo prendere come i leader di mercato – perlomeno di immagine, seguono la strategia abbandonata da Fiat. Fiat si sta comportando un po’ come l’Italia nella promozione turistica: ogni regione si promuove in modo autonomo, diluendo di fronte al mondo il brand Italy. Un disastro.

Poi è venuto il nuovo Fiat Scudo, dove l’eliminazione arbitraria della parte verticale della “D”, che in un carattere già molto semplificato e geometrico ha generato un risultato dalla bassissima leggibilità. Che poi per abitudine si riesca a ricostruire mentalmente la forma delle lettere e quindi a leggere la parola “scudo” è un altro discorso.

Dopodiché è arrivata la Bravo, macchina che ha dato il via al rilancio estetico di Fiat. In questo caso la scritta “Bravo” è stata composta con una legatura inedita tra la “a” e la “v” – soluzione grafica senza motivi logici, né storici e neppure grafici. Anche qui la leggibilità non ne ha giovato, e dal punto di vista grafico il logotipo non mi sembra più memorabile rispetto a come sarebbe stato senza legatura.

È poi stato il momento della Panda 100 HP (forse è venuta prima della Bravo, ma io l’ho vista dopo). Anche qui è scomparsa una delle due aste della “H”, che si è fusa con la “P”. Un esercizio di scarso interesse.

Ora tocca ad Alfa, che con il logotipo MiTo ha raggiunto il livello di massima magnitudo, sfalciando dappertutto, senza esclusione di colpi. Il logotipo è stato scelto a seguito di una votazione popolare sul blog della MiTo: vero o meno il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Per ultima la nuova Delta, macchina che mi piace tantissimo ma che non è rimasta esente dai colpi di forbice: la “D”, la cui forma riprende lo scudo del marchio Lancia, ha perso la stanga verticale.

Tutte le immagini sono © Fiat Group

The best things in life are free…

30 ottobre 2007

Come cantavano i Sonics, the best things in life are free. Per questo faccio tutti i miei complimenti a Jos Buivenga, un disegnatore di caratteri che lo fa per diletto e mette a disposizione gratuita tutte le sue creazioni. Finora ha disegnato sei famiglie di font molto belle, che non hanno davvero niente a che fare con i caratteri che si possono scaricare gratuitamente dal web: famiglie complete, disegni distintivi, legature, numeri minuscoli e allineati rendono infatti questi font assolutamente perfetti e utilizzabili.
Sono giunto al suo sito cercando di capire quali font fossero stati usati per il numero 10 di Sonic Scope Quarterly, un magazine in pdf che stavo sfogliando con interesse.

Alfabeti in rete

22 ottobre 2007

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Ho trovato due nuovi “generatori” di lettere la cui peculiarità è di usare immagini provenienti da Flickr e da Google maps. Quello con edifici fotografati via satellite è semplicemente bizzarro. Quello che usa immagini Flickr (nell’immagine in alto, codificato da Erik Kostner), invece, è molto interessante dal punto di vista tipografico, in quanto permette di visualizzare in un attimo infinite varianti formali delle medesime lettere, come nell’esempio qui sotto. Chi individua le due lettere doppie?

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Da questo punto di vista mi sembra che il progetto di Kostner sia un efficace esempio di information design, trattandosi di un progetto che riesce a dare accesso e ordine a informazioni altrimenti caotiche e non aggregate.
Di un altro generatore di lettere ho scritto qui un po’ di tempo fa.

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Un giorno avrò anche io una idea come questa / 1

1 agosto 2007

Sono rimasto affascinato – sarebbe più giusto dire “invidioso” – alla vista del progetto “Type the sky”, realizzato da Lisa Rienermann durante gli studi universitari, e che non necessita descrizioni (per qualche immagine in più scaricate il suo portfolio o guardate qui). Una di quelle idee così semplici e geniali che permettono di vedere le cose “banali” con stupore. Sento di avere degli occhi nuovi.

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Flickr surfing / 3

28 giugno 2007

Per tutti quelli che come me trovano piacere nel guardare i caratteri stampati, mostrati, messi in bella mostra, venduti, c’è la possibilità di sfogliare su flickr qualche raccolta che presenta immagini di campionari di caratteri. Nei link qui sotto:
Ralf Hermann
Fountaineer
Nike
Flickr pool

Inoltre dopo una rapida ricerca su ebay ho trovato alcuni campionari in vendita: questo, del 1925, di una tipografia statunitense, sembra in ottime condizioni (peccato ci sia solo la foto della copertina); questo, del 1958, è della Linotype (ho scoperto ieri che il nome Linotype viene da un’esclamazione del direttore del New York Times, che vedendo al lavoro il prototipo della prima Linotype, disse al giovane Ottomar Merganthaler «you made a line o’ type); quest’altro ancora, del 1932, è di una società compositrice di Chicago, la Empire Type. Se ne trovano anche alcuni che presentano singoli caratteri, come questo, del sempreverde Univers.

Altra fonte di campionari contemporanei è da cercare nei siti delle varie “fonderie” digitali di caratteri: moltissime fonderie infatti usano inviare cataloghi o materiale stampato per pubblicizzare i nuovi font. Ieri ho ricevuto da Emigre il campionario del loro ultimo font, Malaga. Registrandosi su Fontshop si riceve il loro campionario: l’ultimo è arrivato qualche mese fa, un libretto di 150 pagine!

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“Tipi distinti”

5 giugno 2007

 

Ho ricevuto con sorpresa una newsletter da MyFonts.com in cui la comunicazione pubblicitaria è posta in secondo piano rispetto alla cultura tipografica. Non conoscevo il sorriso di Zuzana Licko, sapevo invece che Matthew Carter avesse dei lunghi capelli bianchi…

Fintissimo testo!

10 aprile 2007

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Prendo un generatore di «Lorem ipsum», il caro vecchio “finto testo”. Prendo poi un generatore di messaggi anonimi vecchio stile, di quando la tecnologia non c’era ancora. Ora metto insieme le due cose per ottenere del finto testo anonimo, il messaggio anonimo all’ennesima potenza: se fossi un artista contemporaneo cool e trendy ne farei un’installazione e tutti parlerebbero di me (non è così che si fa arte oggi?).

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Una mappa tipografica

4 aprile 2007

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NB: Studio ha creato per conto della International Society of Typographers London Kerning, un’opera per la mostra My London – My city che sottolineasse l’importanza della grafica nella cultura visiva quotidiana. L’opera è una rappresentazione della città di Londra usando solo i nomi dei luoghi, creando una mappa priva di ogni caratteristica grafica. Trovo quest’opera concettualmente geniale e graficamente affascinante. Le stampe della mappa sono in vendita sul sito, a questa pagina, anche se il prezzo per spedizioni fuori dall’Inghilterra non è specificato.

Idea Magazine: monografia su Jan Tschichold

4 aprile 2007

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Questo è Jan Tschichold, creatore di libri e tipografo. Ha rivoluzionato la Penguin nel secondo dopoguerra e ha disegnato il Sabon. E ha fatto un sacco di altre cose. Grazie ad un’acquisto collettivo promosso da Typomilan ho acquistato la monografia su di lui realizzata da Idea – la rivista di grafica giapponese – e non vedo l’ora che mi arrivi. La monografia promette grandi cose, e le immagini che la presentano lasciano immaginare un ampio apparato iconografico. Spero ci siano informazioni in più rispetto al libro Jan Tschichold. A life in typography scritto da Ruari McLean e che ho avuto la fortuna di trovare in un negozio di libri usati a soli 13 euro (se non ricordo male!) e di cui ho messo una breve galleria di foto su Flickr, a questo indirizzo.

Magazine design / 1

4 aprile 2007

blueprint TOC page

Comincio ad approfondire i miei due maggiori interessi nel mondo della grafica, che sono la grafica editoriale e la tipografia.

Un piccolo set di immagini trovato su Flickr che presenta Blueprint, una rivista femminile americana di arredamento.